Tendenze del settore

IBC 2025 attraverso gli occhi di 2Coders: innovazione OTT, Gen Z e cosa viene dopo

I nostri insight da IBC 2025: aspettative della Gen Z, AI come abilitatore reale, sport live a bassa latenza e dove le piattaforme OTT devono investire.

Marija Petrova

Marija Petrova

Marketing Specialist

7 min di lettura

IBC 2025 attraverso gli occhi di 2Coders: innovazione OTT, Gen Z e cosa viene dopo

Amsterdam, 12-15 settembre 2025 — Un altro IBC si è concluso e, ancora una volta, i padiglioni del RAI erano pieni di conversazioni sul futuro dei media e dello streaming. Come team 2Coders, non siamo andati solo per partecipare: siamo andati per condividere, imparare e creare connessioni.

Dopo quattro giorni intensi di panel, stand e conversazioni, ecco le nostre conclusioni: cosa è in tendenza, cosa promette bene e dove 2Coders può guidare.

Grandi temi che abbiamo sentito ancora e ancora

Esperienze immersive e partecipative oltre la visione passiva

Molte sessioni hanno sottolineato che i fan non vogliono più solo guardare: vogliono far parte dell’esperienza. Interattività in tempo reale, angoli di camera alternativi, arricchimenti VR/AR ed esperienze second-screen stanno diventando aspettative di base.

Personalizzazione + continuità

Con così tanti contenuti, gli abbonati sono stanchi. Le piattaforme devono offrire non solo contenuti, ma i contenuti giusti: adattati a preferenze, abitudini di visione e persino umore.

Abbiamo visto anche crescere i modelli di contenuto “always-on” oltre agli eventi principali, inclusi brevi aggiornamenti, dietro le quinte, micro-episodi e contenuti community.

AI e automazione come abilitatori

Un filo conduttore forte a IBC è stato questo: l’AI non è solo hype. Dall’automazione dei workflow, come localizzazione, doppiaggio e sottotitoli, agli strumenti generativi per la personalizzazione, fino all’uso dei dati per guidare interattività, efficienza e una migliore fan experience.

Infrastruttura streaming scalabile e a bassa latenza

Per lo sport live in particolare, ridurre il ritardo, garantire una distribuzione fluida con qualità di rete variabile e scalare senza costi eccessivi sono stati temi ricorrenti. Nuovi protocolli di trasporto, pipeline cloud-native, architettura ibrida e CDN più intelligenti sono al centro dell’attenzione.

La Gen Z / audience next gen non è monodimensionale

La Gen Z non si comporta come gli spettatori più adulti. Osservazioni chiave: si aspetta contenuti interattivi e snackable, formati più brevi, contenuti social-first e forse anche UGC o collaborazioni con creator.

L’attenzione è frammentata: multitasking, passaggio tra dispositivi e schermi, interazione via chat o social mentre si guarda. La fedeltà duratura è legata a un valore costante, non solo ai contenuti basati sugli eventi.

Autenticità e adattabilità contano: vince ciò che sembra reale, immediato e “posseduto” dalla community, che sia attraverso storytelling, dietro le quinte, contributi dei fan o semplicemente lasciando che i fan modellino l’esperienza.

Nuovi modelli di monetizzazione

Non basta ottenere visualizzazioni: le piattaforme devono trasformare l’engagement in ricavi sostenibili. Abbiamo visto esperimenti con abbonamenti flessibili, pay-per-match, bundle modulari, formati pubblicitari più creativi, commerce interattivo come merch e token fandom, e sponsorizzazioni integrate in esperienze immersive.

Anche la frammentazione dei diritti obbliga a pensare in modo creativo a come e dove distribuire i contenuti.

Il nostro momento sul palco: “Designing for the Unreachable Fan”

Uno dei momenti di cui siamo più orgogliosi a IBC2025 è stata la presentazione Designing for the Unreachable Fan: A New OTT Sports Playbook sul palco Content Everywhere. Abbiamo esplorato come le audience più giovani e iperconnesse, spesso disingaggiate dalla TV tradizionale e persino dall’OTT standard, chiedano di più.

Vogliono scelta, autonomia e community. Vogliono esperienze che si adattino alle loro preferenze e permettano loro di partecipare in tempo reale.

La nostra sessione non era solo teoria; rifletteva il modo in cui costruiamo in 2Coders, con design e tecnologia orientati direttamente alla prossima generazione di fan.

Allo stand: Velvet e il nostro Innovation Lab

Mentre il talk ha acceso idee, il nostro stand (5.B10) le ha rese concrete. Velvet, il nostro framework front-end basato su SDK: abbiamo mostrato come Velvet permetta alle piattaforme di costruire app dinamiche e adattabili rapidamente, senza vendor lock-in e pronte a scalare con l’evoluzione delle esigenze.

I prototipi del nostro Innovation Lab: insieme a Velvet, abbiamo mostrato prototipi dal nostro Innovation Lab, concetti sperimentali come Adaptive Sports Universe e nuove esperienze pubblicitarie progettate per rendere l’OTT più immersivo, personale e flessibile. Per molti visitatori è stata la prima volta in cui hanno visto come queste idee potessero funzionare davvero nella pratica.

Il feedback è stato chiaro: l’innovazione non è solo benvenuta, è attesa. 👉 Scopri di più sul nostro Innovation Lab qui

Su cosa dovrebbe concentrarsi 2Coders

Dal nostro punto di vista, queste sono le priorità su cui puntare. Esperienze sportive OTT completamente interattive: per soddisfare le aspettative della Gen Z e differenziare le offerte. Possiamo costruire UX con più angoli di camera, sondaggi per i fan, overlay social, statistiche in-play e magari controllo camera o scelta della telecronaca da parte dell’utente.

Contenuti snackable e ibridi: per retention ed engagement continuo tra eventi. Possiamo collaborare con creator, produrre dietro le quinte, highlight brevi e segmenti esplicativi, ottimizzati per mobile e social.

Personalizzazione intelligente: per ridurre churn e migliorare soddisfazione. Usare analytics e ML per suggerire contenuti, adattare timeline, permettere agli utenti di controllare lunghezza e stile dei recap, personalizzare UI e funzionalità.

Bassa latenza e infrastruttura scalabile: lo streaming sportivo live richiede latenza stretta; una cattiva esperienza uccide la retention. Possiamo sperimentare nuovi protocolli di trasporto come MoQ, streaming basato su QUIC, pipeline cloud-native ed edge computing.

Dobbiamo anche garantire strategie di fallback e gestione robusta della bassa banda. Progettare per la mentalità Gen Z: la Gen Z sta già influenzando gli standard; ignorarla è rischioso.

In UX: caricamento più rapido, attrito minimo e funzioni social integrate. Nei contenuti: autenticità, voce della community e partecipazione utente. Nel business: prezzi flessibili, forse livelli ad-supported o ibridi. Monetizzazione innovativa: con diritti più costosi e più concorrenza, i ricavi devono arrivare da più fonti.

Esplorare annunci interattivi, integrazioni sponsor dentro esperienze immersive, commerce merch/fandom, microtransazioni e programmi loyalty.

Cosa ci ha colpito / segnali iniziali

Multilingua e localizzazione come standard: diversi vendor hanno mostrato strumenti per doppiaggio e sottotitoli in tempo reale. Non come add-on, ma integrati.

È importante per raggiungere un pubblico globale, soprattutto i fan più giovani, abituati a consumare contenuti non nativi con traduzioni. “Content everywhere” significa più dei dispositivi: non è solo mobile, tablet e grande schermo, ma contenuti in formati adatti ai diversi contesti, come snippet social, storie interattive, live, VOD e highlight.

Le sessioni su come conoscere chi sono i clienti e dove si trovano stia reinventando il panorama media ci hanno colpito. Standard e protocolli emergenti: Media over QUIC (MoQ), nuovi codec o layer di trasporto e pipeline a bassa latenza sono più che esperimenti di laboratorio; appaiono nelle demo dei vendor e nelle conversazioni.

Se non li pianifichiamo, rischiamo di restare indietro. Fatica degli spettatori e consolidamento delle piattaforme: tutti parlano di sovraccarico di abbonamenti, churn e stanchezza.

Le piattaforme che sopravvivranno saranno quelle che offrono valore chiaro: facilità d’uso, prezzi trasparenti, attrito minimo ed engagement significativo, non solo più contenuti.

Cosa potremmo sottovalutare

Banda, connettività e frammentazione dei dispositivi: non tutti i potenziali spettatori, soprattutto i giovani nei mercati emergenti, hanno internet veloce e stabile o dispositivi recenti. Alcune tecnologie immersive come VR resteranno limitate nella portata.

Costo contro ritorno: alcune funzionalità immersive e interattive sono costose da costruire e mantenere. Se l’uso resta di nicchia, la monetizzazione può arrivare tardi.

Dobbiamo scegliere con attenzione cosa costruire internamente e cosa esternalizzare o realizzare con partner. Privacy e dati: la personalizzazione richiede dati.

Gli utenti più giovani sono cauti sull’uso dei dati, la privacy e il tracking. Anche regolamenti come GDPR richiedono attenzione.

Diritti, licenze e frammentazione: soprattutto nello sport, ottenere diritti globali che permettano distribuzione cross-platform e interattività resta complesso. Volere stream interattivi globali è una cosa; avere l’autorizzazione legale è un’altra.

La nostra opinione

IBC2025 ha rafforzato ciò che crediamo da tempo: il futuro dell’OTT non è “più contenuti”, ma “più connessione”. La Gen Z si aspetta esperienze partecipative, personalizzate e autentiche. In 2Coders stiamo investendo con decisione in quel futuro.

Con Velvet e i prototipi del nostro Innovation Lab, costruiamo strumenti e idee che aiutano le piattaforme ad adattarsi rapidamente, progettare per l’immersione e coinvolgere le audience in modo significativo. Se hai perso la nostra sessione o le demo allo stand, saremo felici di mostrarti cosa viene dopo. 👉 Prenota una walkthrough personalizzata

Sport liveStreamingUX/UIVelvet