L’industria OTT è in piena crescita. Con un valore di 121,61 miliardi di dollari nel 2019, il mercato OTT dovrebbe arrivare a 1,039 trilioni entro il 2027 (fonte: Uscreen). Prima delle tendenze del video streaming OTT per il 2022 e oltre, definiamo cosa significa OTT e perché è rilevante.
Cosa significa OTT?
Over-The-Top (OTT) è lo streaming diretto di contenuti media via Internet, senza TV via cavo. È il modo moderno di accedere a film, serie, sport, musica e altro su dispositivi diversi, quando vogliamo.
Lo streaming “over the top” distribuisce film e TV senza provider broadcast, via cavo o satellite. Gli utenti guardano tramite app o siti su smartphone, tablet, laptop, smart TV, console e computer. Android guida con il 72,2% del mercato, seguito da iOS con il 26,66% (GlobalStats StatCounter).
Miliardi di persone hanno uno smartphone e quasi metà della popolazione mondiale ne possiede uno (Bank my Cell). Questo offre libertà di scelta e supera sempre più la TV tradizionale.
I servizi OTT limitano spesso l’accesso agli utenti paganti. Offrono contenuti premium tramite pay-per-view o abbonamento mensile/annuale con accesso on demand.
Cos’è una piattaforma OTT? Esempi
Netflix è una piattaforma OTT con serie, film, anime, documentari e altro. Si può guardare online o su smart TV, console, PC, Mac, mobile e tablet con Internet e accesso al servizio.
Netflix è il maggiore servizio OTT negli Stati Uniti per ricavi, con il 30,8% dei ricavi da abbonamento (eMarketer). A marzo 2020, il 61% degli americani pagava o condivideva un account Netflix.
Quante piattaforme OTT esistono?
Disney+, Hulu, Amazon Prime Video, Peacock, CuriosityStream, Hotstar, Discovery+ e Pluto TV sono altri esempi. Nuove piattaforme nascono continuamente.
Curiosità: The Mandalorian è stata la serie Disney+ più vista del 2020, con 14,5 milioni di minuti di streaming (Nielsen).
Le 8 principali tendenze OTT per il 2022
1. L’industria OTT continuerà a espandersi
Il mercato OTT valeva 101,42 miliardi di dollari nel 2020 e doveva raggiungere 223,07 miliardi nel 2026, con CAGR del 13,87%. La pandemia ha accelerato il consumo di contenuti via dispositivi OTT a casa.
La crescita continuerà con l’aumento degli abbonamenti e degli utenti che usano lo smartphone come TV digitale. È un’opportunità per chi investe in media e streaming OTT.
2. Live streaming OTT immersivo
La trasmissione live di sport, premiazioni ed eventi su OTT è un passo avanti rispetto alla TV tradizionale. Bootshaus Live, lanciata dal club tedesco Bootshaus, ha mantenuto il legame con il pubblico e generato reddito durante le restrizioni COVID-19.
La piattaforma SVOD offriva DJ set live e video on demand esclusivi. Altri media sperimenteranno questo formato. La realtà virtuale renderà la visione più immersiva.
3. 5G come forza trainante
Il 5G promette connessioni mobili più veloci e affidabili. Renderà possibile live streaming ad alta risoluzione con latenza minima e streaming a 360 gradi più accessibile.
4. Visione condivisa
La visione condivisa è cresciuta con gli account Netflix o HBO condivisi. I cinque maggiori servizi SVOD USA hanno visto aumentare l’engagement a inizio maggio (Comscore). Ora questa flessibilità diventa funzione: più profili, visione simultanea e condivisione familiare.
Le aziende la usano per comunicare l’emozione di guardare insieme anche a distanza. “Netflix and chill” diventerà più standard.
5. Opportunità pubblicitarie OTT
Ogni canale digitale di massa crea nuove opportunità pubblicitarie. OTT è una nuova corsa all’oro. Secondo Statista, quasi il 52% dei ricavi OTT arriva dall’AVOD.
La pubblicità video OTT è una grande fonte di reddito. Nel 2022 gli inserzionisti cercheranno di raggiungere più utenti e distribuire contenuti esclusivi sulle piattaforme.
6. Il futuro del fitness è online
Durante i lockdown, le persone hanno perso palestre e studi yoga ma non la voglia di allenarsi. Video e streaming hanno risposto a questa esigenza.
Nel 2019 il fitness digitale USA ha generato 3,6 miliardi di dollari. TINT Yoga, a Francoforte, ha creato una piattaforma bilingue in abbonamento. Naturally Sassy offre allenamenti ballet on demand.
7. Localizzazione dei contenuti
Con il direct-to-consumer, i contenuti sono distribuiti su più servizi e gli utenti pagano più abbonamenti. Nel 2022 la localizzazione resta essenziale per competere localmente e ridurre il churn.
La strategia deve considerare lingua, cultura, politica e fattori socioeconomici. Amazon e Netflix investono da anni in produzioni originali localizzate. Disney puntava a oltre 60 originali europei entro il 2024.
L’abbondanza di servizi sposta la fedeltà verso il contenuto preferito più che verso la piattaforma. Servono contenuti premium, il modello giusto, collaborazioni e bundle.
8. Bundle, partnership ed espansione
Le TV tradizionali devono collaborare per non perdere pubblico. Nel 2022 sono attese più partnership tra servizi streaming e provider via cavo.
Nuove strategie marketing e pacchetti di abbonamento attireranno e tratterranno utenti tramite social media, annunci OTT e altre tecniche. Il modello multicanale è stato riadattato allo streaming.
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